Senza Titolo (poesia per un concorso del 2016)

Una poesia come le altre nata per un concorso come gli altri che richiedeva una fotografia (in questo caso ad opera di Giancarlo Zuccarone) ed un testo. Non ho vinto. Sarei curioso di una vostra opinione.

 

 

Quel dipinto è spartiacque di respiri

tra natura ed artificio,

grano e cellulari

 

Prestate attenzione anche voi!

 

Cemento e mattoni sono tracce del passato

impronte sulla sabbia che Voi direste, illudendovi,

eterne.

Come scheletri di ossa di metallo destinati alla ruggine,

alla fuliggine

al ruggito del tempo

ed alla scomparsa, rassegnatevi!

 

Ogni muro è fantasia, distrutto dai sogni che si avverano

Ogni muro è distruzione, separazione, illusione, transustanziazione di paure.

Un muro è argine,

fino alla prossima piena

di saggezza e umanità.

 

Allora come grani di sale vi dissolverete nell’acqua delle nuvole

e pioverete senza fretta

calpestati

ed ignorati

dal tempo.

Anteprima Umorale – Roger Waters The Wall: another brick in the film

Avevo solo 5 anni quando mi nascondevo tra i divani della casa di mio nonno per vedere il video di Another Brick in The Wall. Una successione di immagini che io non capivo ma da cui ero attratto: I martelli che camminavano militarmente, i bambini fagocitati deportati trasportati macinati, il professore emotivamente schiacciato dalla moglie che si vendica con gli alunni, una città invasa da quella specie di dittatura morale e fisica che ricordava il nazismo ma che nazismo non era, il professore che dileggiava la poesia. Tutte queste immagini portatrici di allucinazioni e sogni hanno segnato indelebilmente la mia infanzia. E fortunatamente, aggiungo io.

Passarono alcuni anni, e finalmente riuscii a procurarmi una vhs copiata dalla tv di Pink Floyd The Wall, 1982 di Alan Parker (futuro regista di Mississipi Buning, Angel Heart – Ascensore per l’inferno, The Commitments e tanti altri).  Ero più grande, anagraficamente, e le immagini che mi terrorizzavano da bambino adesso avevano un sapore diverso, più aspro; si affastellavano nella mente come punte di spillo e mi spronavano alla rivoluzione, al rifiuto per la guerra, alla coscienza di cosa fosse la violenza.

Venerdì scorso, poi, ho avuto il piacere di vedere l’anteprima di Roger Waters The Wall, ed ho scoperto che niente è cambiato, sia nel mondo che nell’album e neanche in me stesso. Questo film, diretto e scritto dallo stesso Waters e Sean Evans, è diverso eppure identico. Meno psichedelico del film di Parker e con una declinazione molto più no war intrecciata con la biografia di Roger Waters, il film è la prova, ancora una volta, di come Waters sia un maestro dell’evocazione visiva.

Il film è composto da due concerti (Parigi e Londra) ed un road movie di Waters verso il suo passato. Un film bello, nel complesso e da vedere per chi ama The Wall ma che potrebbe risultare monotono e già visto se ci dovessimo aspettare qualcosa di totalmente nuovo; da vedere, se amate le sfumature.