Anteprima Umorale – San Andreas: ognun per sé e Dio per tutti!

San Andreas è un disaster movie, e se pensate anche solo vagamente di andarlo a vedere, non potete aspettarvi dialoghi raffinati e una trama complessa. E questo è un fatto.

Comunque la pensiate, San Andreas nel suo complesso è più che godibile per vari motivi, uno dei quali è una regia funzionale, estrema, e in alcune scene decisamente originale.
Le riprese aeree, le onde d’urto sulla terra sono, a dir poco, spettacolari come i grattacieli che si disintegrano al confronto della violenza incontrastabile di qualsiasi terremoto di magnitudo superiore a sette.

Un 3D molto spinto e ben calibrato, lascia attoniti di fronte alle immagini che scorrono davanti agli occhi per tutti e 120 i minuti, accentuando la tensione per quello che sta per succedere e che, nonostante le battute secche e banali, servono solo a dare respiro allo spettatore pronto a rituffarsi in altre spettacolari scene che prevedono: elicottero, aereo, paracadute, gommone e immersione senza bombole. C’è anche il rafting, ma solo raccontato.

Un film che mi ha ricordato lo spirito di Indipendence Day anche se molto meno nazionalista ed autocelebrativo.

San Andreas è spettacolare e visivo, una montagna russa che corre, sale, scende, accelera e rallenta e dove il dramma della morte è solo un’idea, un’ipotesi vaga perché la volontà è tutto, e la famiglia dà quella spinta che rende gli eroi ancora più eroi e i codardi e ricchi, ancora più codardi.
Una celebrazione del selfmade man familiare che, abbandonato il cliché del seduttore o del’intellettuale si focalizza sull’essere padre e difensore.

Al netto delle elucubrazioni astratte, però, la trama è questa: Dwayne Johnson è un pompiere pluridecorato. Alexandra Daddario è sua figlia, Carla Gugino è la sua ex-moglie, Ioan Gruffudd è il nuovo compagno della ex-moglie e Dwayne The Rock Johnson sarà impegnato in tutto il film a salvare la sua famiglia nel più originale spirito americano che suona più o meno così: “Siamo una patria e una nazione, ma se le cose si dovessero mettere male, ognun per sé e Dio per tutti”.
Tanto poi ricostruiamo. God Bless America.