Anteprima Umorale – Berserk Capitolo 3, L’avvento: Senza censura

C’era una volta il cartone animato. In Italia era composto da una serie di puntate tutte uguali, quasi un format ante litteram dove l’eroe vinceva ed il cattivo perdeva. Una delle poche cose certe della vita dopo le tasse e la morte. Spensierato, metodico e spesso censurato, il cartone animato raccontava il percorso di un protagonista attraverso le difficoltà della vita, la ricerca dell’affermazione personale oppure, spessissimo, la difesa del pianeta e di tutto il genere umano. Una volta.
Come ogni medium che si rispetti, anche il cartone ha fatto strada e si è slegato dalla narrazione semplice e pura per approdare a nuovi lidi come la psiche umana, il perché dell’esistenza, la filosofia e la religione. Siamo quindi a un punto di rottura con il passato e all’evoluzione dell’Anime fatto per raccontare storie collaterali all’Anime che diventa Arte. Con la A maiuscola. Questo accadeva molti anni fa. Erano la fine degli anni novanta.

E’ qui che, troviamo Berserk con la sua estetica horror, la sessualità, il desiderio di capire l’anima umana che viene dilaniata dalle scelte di ogni giorno, la rabbia, l’amicizia ma soprattutto il rapporto dell’essere umano con il destino, con la strada già scritta e con quell’entità che potrebbe anche non esistere ma che viene chiamata Dio.
Come ogni opera profonda e con un sottotesto etico che si rispetti, Berserk è nato da un fumetto, ha camminato con le gambe di una serie tv per chiudere la sua corsa diventando film, o meglio, una serie di film che sono un riadattamento dell’opera originale.

E tutto si racconta nuovamente ma con un’estetica da grande schermo. Da vedere, ma dopo aver visto i primi due capitoli. Sì, perché il film non chiude una storia, ma si ferma nell’attesa dell’ultimo punto di svolta. E questo potrebbe infastidire qualcuno che vorrebbe un film autoconclusivo, e forse solo questo è il difetto di un prodotto che riempie lo sguardo, tocca la mente e lascia a volte sorpresi, a volte stupefatti ma con il desiderio di venderne ancora. Notevole.