Anteprima Umorale Le Streghe son tornate: L’uomo bruco e la femmina Bruja!

Alex de la Iglesia ha abituato il suo pubblico a film complessi, surreali, grotteschi e con una spiccata divisione tra bene e male. Uno stile che potremmo definire quasi splatter e di difficile accettazione. Penso all’ambientazione condominale de La Comunidad e al tema satanico di El dia de la bestia come due esempi della sua capacità di gestire l’immagine degli ambienti e i personaggi in modo divertente e allo stesso modo credibile.
Per alcuni spettatori, i suoi film possono sembrare eccessivi, quasi infantili; eppure, nel modo di descrivere caratterialmente i protagonisti, nel saper tratteggiare l’andamento della storia, nel suo modo di fare cinema, a voler essere sintetici, c’è una coerenza ed una sagacia che nasce dal pindarico, per passare attraverso il fantastico ed approdare, alla fine, nel geniale.
Le streghe son tornate è un film che giocando e sorridendo del conflitto uomo/donna di bibilica orgine, grazie ad una osservazione acuta e profonda del regista e del co-sceneggiatore pluripremiato Jorge Guerricaechevarrìa ci trascina da una rapina in centro città al paesino montano di Zugarramurdi (al confine con la Francia). In un cresciendo continuo di situazioni comiche che esplode nello scontro finale con le streghe per salvare il mondo dall’apocalisse.

La strega, nel film, è una metafora/parodia del comportamento tenuto dalle donne verso l’uomo; del loro senso di protezione dei figli, e del desiderio (quando la donna è single) di essere tutto ed assolutamente tutto per l’uomo amato.
Il maschio, da parte sua, è infantile, spaventato ed arrapato; incosciente quel tanto che serve per salvarsi la pelle e portare suo figlio con sé. Ma anche passivo, succube e incapace di accettare la realtà anche quando essa gli si palesa davanti.

Un film divertente, irriverente, parodistico, nella sua lucida follia, nel suo saper mettere in scena più personaggi che discutono, litigano, si confrontano e cambiano direzione ed idea in modo così repentino, e così vero da lasciare a bocca aperta.
Alex de la Iglesia è così: follemente ironico e, forse, un pochino maschilista (è pur sempre un maschio), ma mai in modo becero e scontato come certi film americani.
Cosa fare allora dello scontro epocale e storicamente eterno tra i sessi? Forse la risposta è proprio nella battuta finale di Carmen Maura. Volete saperla?