Schivò il coltello

A volte, hai solo voglia di scrivere, così escono fuori questi piccoli racconti.

Schivò il coltello che gli veniva incontro gettandosi a sinistra e ruotando il corpo dalla parte opposta, come gli era stato insegnato al corso di arti marziali.
Era sbilanciato e stava per cadere ma, appoggiando a terra la mano destra, riuscì a fare perno ed a darsi lo slancio per tornare in piedi velocemente.
Cominciò allora a saltellare sul posto per concentrarsi e non essere preso alla sprovvista. Gli occhi fissi sul nemico e la determinazione che trasudava dai pori assieme all’adrenalina erano tutto ciò di cui aveva bisogno perché questa era la volta buona, se lo sentiva: avrebbe sconfitto il Nemico ad ogni costo. Anche a rischio di pedere un braccio.
Improvvisamente, un calcio comparve dal basso e gli sfiorò lo zigomo. Bruce riuscì a piegarsi all’indietro sferrando un potente calcio nel petto dell’aggressore che, però, parve non subire alcun danno visibile.
Il Nemico restò a guardarlo mentre Bruce, con un salto laterale, schivò il vaso di fiori che stava cadendo dall’alto e che si frantumò in mille pezzi con un’esplosione di terra e petali.
Aveva appena commesso un’errore da dilettanti: si era illuso di averlo colpito nel vivo. Il Nemico è invincibile per definizione, questo lo sapeva, anche se sperava che fosse solo una leggenda.
Attaccare non gli era concesso, erano le regole. Poteva colpirlo in risposta, ma solo se fosse stato il Nemico in persona a sferrarlo: ciò che veniva tirato contro Bruce, doveva essere schivato. Solamente evitato. Ma anche se il Nemico avesse sferrato un colpo, quale poteva essere il suo punto debole? Forse la testa?
Si stava deconcentrando. Se ne accorse all’ultimo momento, e fu solo grazie al suo sesto senso che evitò la freccia avvelenata che stava arrivando dal buio alle spalle. Purtroppo, con il piede, schiacciò una buccia di banana sapientemente nascosta a terra che lo fece scivolare come in vecchio film in bianco e nero. Cadde. Questa volta per davvero, battendo la testa al suolo.
Si rialzò letamente. Gli attacchi erano cessati, e controllò se stesse perdendo sangue mentre la voce del Nemico si faceva sempre più forte:
-Vuole continuare? Da ora, se mi risponde sempre bene possiamo arrivare al massimo a 26.
-Sì professore – rispose Bruce – Questa volta sono abbastanza preparato.