Anteprima Umorale – Insurgent: Dica Trentaquattro

Avevamo lasciato Tris (Shailene Woodley) in fuga dopo aver sventato i piani di Jeanine Matthews (Kate Winslet). Tutta l’allegra brigata si sta dirigendo verso i Pacifici, fazione di ameni coltivatori. Bello. Equilibrato. Un cliffhnger non particolarmente forte ma funzionale alla storia in cui io, da non lettore della trilogia, ho desiderato di sapere cosa avrebbero fatto Tris e Quattro (Theo James) nel futuro.
Ispirato dal titolo e tralasciando il fastidio che ho provato nell’accostare velocemente i nomi che sembrano una richiesta del medico di base mi sarei aspettato la nascita di una ribellione, un viaggio nel tessuto degli Esclusi e delle fazioni, un percorso ad ostacoli per far venire fuori la verità. Che Ingenuo che sono! Perché costruire una storia se tanto, poi, non serve alla conclusione della storia? I lettori del libro avranno capito, mi riferisco al finale con l’apertura del messaggio.
Per i non lettori, invece, estendo il concetto: ho trovato Insurgent come un lunghissimo cliffhanger in attesa del terzo capitolo della serie. Due ore di inseguimento visivamente ben costruito ma fine a se stesso, dove i conflitti nascono e vengono risolti nell’arco di due scene. Vite salvate, reazioni egoistiche a iosa, conflitti emotivi ridotti all’osso che rendono il tutto anonimo.
Non brutto quindi, ma anonimo come una di quelle puntate di una serie televisiva dove la storia avanza, certo, ma di poco. Troppo poco per un film che dovrebbe consolidare un mondo interessante e con una più che discreta divisione caratteriale dell’umanità. Perché oggettivamente, se mi guardo intorno, il mondo è veramente composto da queste pulsioni base: scienza, altruismo, giustizia, spericolatezza e remissività. Cinque indirizzi filosofici in cui quasi tutti possiamo riconoscerci e, a maggior ragione, sentirci in bilico tra due istinti entrambi forti, entrambi dominanti. Ci sarebbe materiale per scrivere non tre, ma decine di libri!
Finalmente i titoli di coda.
Esco dalla sala sbigottito e ripetendomi: eppure il primo capitolo mi era piaciuto! Chissà se il libro avrà quella sfumatura in più che cerco, quell’anima che, spiace dirlo, a questo film manca per essere un capitolo di una trilogia degna di nota. Speriamo nel terzo: “Dica Trentatré”.