Anteprima Umorale – Tre Cuori: Irriducibilmente Drammatico

Diciamo subito che il regista (Benoît Jacquot) è uomo di esperienza e che un cast di alta levatura e professionalità come quello, composto da Benoît Poelvoorde (Marc), Charlotte Gainsbourg, Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve è perfetto per una storia drammatica dura e pura; non solo per la notevole presenza scenica e per le capacità recitative, ma anche per la credibilità che tutti gli attori riescono a dare ai loro personaggi rendendoli immediatamente chiari, fisici, esistenti.
Posso però essere certo di una cosa: che qualcuno con ironia becera e scontata intitolerà questo film Tre Cuori? No, Due Palle.
Perché? Perché Tre Cuori è un film scarno di parole, dalla trama sintetica e dai movimenti della Mdp delineati e netti che, eliminando tutti i momenti superflui, porta la narrazione alla dimensione di un vero e proprio racconto drammatico di stile letterario. Quindi lento? No, riflessivo, e decisamente profondo.
Tre Cuori, quindi, è un film dedicato, a mio avviso, a chi ama il cinema duro e puro; un dramma introspettivo, umano, esistenziale di quelli che non si vedono da tempo nelle sale cinematografiche. E’ una storia che sale dal profondo dell’animo umano e che si poggia sull’inquietudine di una vita (quella dei protagonisti) che si è assestata in seguito a un rimpianto e a un’occasione mancata. Un sentimento comune, sopratutto con l’avanzare degli anni, e che, proprio per questo, può risultare indigesto a chi non ha ancora mai provato un sentimento così potente, destabilizzante e profondo come quello di una strada non ancora percorsa e che, invece, crediamo ancora percorribile.
Cosa fare allora? Scappare? Aspettare? Ignorare? Scaricare nel proporio lavoro le proprie frustrazioni? Non è una risposta facile e cambia a seconda di chi siamo, di quello che abbiamo imparato, perché lo scorrere del tempo, a volte, non sembra avere importanza.