Anteprima Umorale – Guardiani della Galassia: Affascinare con un walkman

Ok, siamo ancora nell’universo Marvel, ok? C’è un Procione arrabbiato, ok? E un tizio sborone dal cuore buono, ok? E anche un albero che dice solo tre parole, ok? E pure un tizio vendicativo, ok? Ma anche una tizia verde che è una spada con le lame, ok? Fico, ok?
Dopo questa sintesi estrema e fricchettona, passiamo al dettaglio: Guardiani della Galassia è un film dinamico e fantasioso, visivamente pieno e dalla trama soddisfacente che, distanziandosi dai classici eroi duri e puri (Capitan America in primis e Thor) ci propone cinque individui segnati dalla vita che, però, invece di diventare dei supercattivi, sono quasi costretti a comportarsi da tali.

Nella vita bisogna essere stronzi, sembra essere il mantra che li ha resi quello che sono. Almeno prima di incontrarsi.
E’ quindi la storia di una manciata di scalcagnati, irascibili, borderline, tosti personaggi che riescono a fare gruppo e unirsi tramite un leader Star-Lord, che, con la sua semiseria esistenza e il suo walkman riesce a recuperare quella parte di bontà che è ancora presente in loro. Un storia interessante, che rende l’universo Marvel ancora più definito grazie al personaggio del Collezionista (Benicio del Toro) che avevamo visto dopo i titoli di coda in Thor: The Dark World.
Star-Lord aka Peter Quill aka Chris Pratt, è solo un bambino quando, appena dopo la morte della madre, viene recuperato da una nave aliena. Lo rivediamo saltellante, ventisei anni dopo, mentre sta recuperando una sfera su di un pianeta abbandonato mente ascolta il suo walkman con una cassetta di canzoni anni ’80 e un mostriciattolo come microfono. Capito il tipo?

Partendo da questo pianeta Quill si imbatterà negli altri quattro compagni con cui sfiderà lo psicopatico e cattivo (lui sì!) Ronan deciso ad annientare, nel senso più largo del termine, il pianeta Xandar.
Il film, in sintesi, è tutto qui, ma per la quantità di emozioni, alieni, battute mi ha stupito e soddisfatto pienamente, anche per l’uso del 3D che non è superficiale nell’utilizzo. Aspetto il secondo che spero più sincopato nell’azione.
Ah, dimenticavo, Star-Lord, per il modo in cui ci viene presentato il suo primo dialogo con una donna, potrebbe quasi ricordare Tony Stark anche se più pezzente e questo, a noi comuni mortali NON multimiliardari, può far solo piacere.