Anteprima Umorale – Lone Survivor

Basato su di una storia vera è una delle scritte più ricorrenti nelle locandine dei film, ma, in questo caso, andiamo oltre: basato su una vera storia di coraggio. Wow. Sarà interessante!

Poi, in seconda battuta, mi sono chiesto: ma a che pro si scrivono frasi come quella succitata? Forse quello di incutere timore. Già perché quando leggiamo quelle lapidarie parole, ci sentiamo quasi costretti a soprassedere, forse per pudore, a criticare con forza un film o un’ opera visiva di qualsiasi tipo. Implicitamente il fatto che la storia sia vera include nell’ordine:

1) Non si può criticare la storia di per sé, infatti, essendo una storia vera sarebbe offensivo dire che la storia è povera di narrazione;

2) non si possono criticare le azioni dei personaggi perché, essendo personaggi reali, sarebbe scortese criticare delle persone che, oltretutto, in questo caso, hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere (che sarebbe poi quello di ammazzare ma questa è un’altra storia);

3) non si possono discutere le filosofie espresse nel film, perché riguardano persone reali e quindi degne di esistere.

In fin dei conti, leggere quelle 6 (sei!) parole, blocca qualsiasi pulsione a criticare il film.

Posso quindi, “umoralmente” dire che il film è con pochi dialoghi, molti spari, tanto sangue, quasi incredibile per la determinazione ed abnegazione dei quattro Navy SEAL (Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch e Ben Foster), e, dulcis in fundo, estremamente d’impatto.

Bravi quindi gli attori, ma vivere quello che ha dovuto subire il vero  Marcus Luttrell in quelle circostanze credo sia impossibile con un film di fiction; a questo punto, meglio leggere le vere memorie, senza un’ulteriore intermediario che, volente o nolente, con buone intenzioni o meno…. diventa quasi di cattivo gusto.

L’unica cosa che mi resta in mente, dopo la visione di Lone Survivor, è l’impressione di aver visto una poesia futurista: Bam Bam. Cazzo! Cazzo! Fratello! AAAaaaaaahh. Bum. Perché?

Niente psicologia, niente riflessioni, solo una domanda scomoda ed inutile: “Ma allora… li dovevano ammazzare quei due bambini ed il vecchio! In fondo la guerra è guerra! No?”.

No. La guerra è follia. E questo film non le rende giustizia.