Anteprima Umorale – Starbuck : due anni dopo

racconta la storia di un uomo che, anni dopo aver donato il proprio seme, scopre di avere 533 figli, di questi, circa il 33% ha fatto causa alla società per scoprire che sia il loro vero padre biologico.

Uscito in Canada nel 2011 arriverà nelle sale Italiane a fine agosto (oltre due anni dopo l’uscita in Canada) ed in prossimità di un remake USA. Certo che una domanda me la posso porre: perché due anni dopo?

Dirò, poi, in seconda battuta, chi se ne frega! L’importante è che esca. E lo dico per alcuni buoni motivi. Tranquilli! Non sono 533 come i figli di David Wozniak.

Il primo motivo è che il film è ben fatto: registicamente non ha fronzoli visivi e ci permette di seguire la storia e partecipare alle emozioni del protagonista con leggerezza, ma senza scadere nel banale. E già questo è un punto a favore.

Il secondo motivo è che la storia è curiosa, originale ma non si ferma al comico puro; sarebbe stato facile per gli sceneggiatori ed il regista giocare sul grottesco, sulla fuga o sull’immaturità del protagonista; trascinarlo in un rocambolesco incastro di situazioni comiche e paradossali. Invece no. Il personaggio di David Wozniak viene fuori piano piano, partendo da un’apparenza disordinata e caotica di un uomo bambino che sembra non voler diventare padre, ma che scopriremo averne, invece, la vocazione.

Il conflitto quindi, è interiore ma anche nello sviluppo della storia stessa che comincia davvero solo quando David apre la busta con i nomi dei figli biologici e si trova a chiedersi, in modo quasi del tutto ingenuo, chi siano.

Il terzo motivo è che è un film tenero, non nell’accezione smielata del termine, ma nel senso umano. Una storia che, per quanto paradossale come inizio, è plausibile e viaggia verso un senso di unità familiare che non si nasconde dietro alla legge od alla religione; anzi, entrambe sono tenute molto sotto tono se non praticamente nulle.

Forse è questo che ha permesso al film di vincere tanti premi, la maggior parte del pubblico (People’s Choice Award al Calgary IFF, Toronto IFF, Palm Springs IFF) più il premio per il film canadese più popolare.

Certo; è pure vero che la storia colpisce e gioca molto sull’istinto paterno, ma racconta anche l’impatto dei media (spesso pronti solo a criticare e non a raccontare), tanto dal dimostrare che i figli di Starbuck sono di gran lunga più maturi delle varie agenda setting che ogni giorno ci troviamo a leggere.

Insomma è un film che vive nella realtà quotidiana con un tocco di buonismo e speranza e questa, non può che essere una buona notizia. 

DÂ’altronde, lo sapete, amo i film emotivi! Ma non melodrammatici! Sia ben chiaro!