Premessa ai prossimi articoli:
Spesso, dopo aver visto un film che mi è piaciuto molto, non vedo l’ora di vederne il seguito. Questo desiderio si amplia a dismisura sopratutto quando gli sceneggiatori non hanno lasciato in sospeso nessun subpot. Appena uscito dal cinema comincio a chiedermi: “cosa succederà nel sequel”? Cosa si inventeranno per proseguire la narrazione? Sarà all’altezza del primo? E tante altre piccole domande che, un filo-nerd come me, non può non porsi.
Trascorro anni in attesa, a volte decenni. Decenni che vengono scanditi da altri film bellissimi di cui non vedo lÂ’ora di vedere il seguito e che prendono posto nel mio personale elenco (solo mentale) di film di cui vedere il seguito: un elenco fitto fitto di film di cui aspetto lÂ’uscita in sala come si attende il primo appuntamento con la ragazza dei propri sogni.
Poi il giorno arriva. Sono finalmente davanti alla bigliettaia che mi guarda dal basso in alto e mi chiede il titolo del film che ho intenzione di vedere; ed io scandisco il titolo a voce alta, per far capire che sono pronto. Ho i sensi tesi al massimo: riesco a notare la ruga espressiva della ragazza che mi porge i biglietti e contemporaneamente, nel riflesso del vetro, la reazione delle persone che mi seguono in fila.
Gioia, desiderio, fiato corto, sudorazione eccessiva sono lì a farmi compagnia. Buio.
Due ore dopo, una volta uscito dalla sala, , mi chiedo: ”ma lo fanno apposta”?.
Esiste un segreto ordine tipo Massoneria, Illuminati o i così detti Poteri Forti che, visto un film decide proditoriamente di farne un sequel che non ha ne capo ne coda?
E dove sono finiti gli sceneggiatori? Evidentemente sono stati rapiti dagli alieni, forse hanno incassato i soldi del primo film e, come Marlon Brando, hanno comprato un’isolotto nella Papua Nuova Guinea dandosi all’eremitaggio. Non c’è altra spiegazione.
Forse cercandoli su Wikipedia potrei scoprire che sono stati vittime di un disastroso incidente dal quale, pur uscendone illesi, sono stati permeati da un’illuminazione così forte da non poter più scrivere: sono diventati tutti dei Buddha e l’andamento delle cose terrene non gli interessa più. Forse.
Esiste però un motivo, ne sono sicuro con ogni atomo del mio corpo, per cui il secondo film di una serie è, nove volte su dieci, una delusione di proprozioni bibliche; ed è questo motivo che mi spinge a parlarne ed a ricordarli.
Aspiranti sceneggiatori! Fate tesoro di questi capolavori mancati perché: chi conosce il proprio passato, non ne ricommette gli errori. E, se esiste un essere superiore, neanche li scrive.