Tra le spire dei capelli del Peyote non ci sono fragole, ma fondi di caffè illeggibili che si disperdono in un campo a maggese marrone. Lunga strada asfaltata e sigarette che scandiscono i minuti anche se non sono fumate ed i secondi passano. I Brontosauri che odorano e masticano le foglie che gli porgo poi le sputano quando mi vedono in volto. Anoressici tristi di genetica tristezza. Da parole scontate di cervelli in prestito il ‘68 è stato tutto: 366 amplessi e spese proletarie, ma la tristezza è una foglia che nasce dalle proprie ceneri senza essere mai morta. Quando leggo: carne corrotta e vino avariato. (Edoardo Montanari)  

Cosa succede

17:44 : Un Vociare Sommesso. Non il rumore di foglie Picchiate dal vento Nè il correre di auto. Ma è il dolore che mi chiama. Questa italia tropicale sta lanciando segnali lancinanti, sangue nero sulle strade, su bipedi bastardi su foreste non più eterne su bambini violentati in una notte invernale di luglio. Ora è Inverno per sempre. Ora è Inverno da sempre. Una cultura Cyberpunk demonizzata è una Chiave di accesso per molti Alone in The Dark il mio dio ? è un Bit. 17:54 : La ricreazione è finita. Andate in pace. (Edoardo Montanari) Audio: Cosa Succede Voce: Edoardo Montanari (1996)

Acqua di Colori

Matite e penne di stoffa scura per macchiare sul foglio le vecchie fotografie dei tuoi occhi. Sogni, o volontà di una donna con un cappotto maschile, e birre ed i tuoi sorrisi di circostanza. Something to believe in. <<Sei l’unico che mi ha visto dipingere.>> E con la gamba accavallata e questo foglio in mano sono uno scrittore di passaggio con occhi annoiati e mani amorfe di pensieri. Nella stanza accanto Chiazze di esseri che parlano con orologi rotti al loro polso ed una sigaretta in mano che continua a spegnersi. Ma le ventitrè verranno presto, e Siena sarà l’immagine di quella donna senza volto sul muro del mio amico assente. (Edoardo Montanari) Audio: Acqua di Colori Voce: Edoardo Montanari (1996)

Chopin e Paganini

Anche lo scricchiolio di un vecchio vinile è Musica se dormi tra le braccia di un poeta minuscolo sorseggiando un whiskey di note. E quando Paganini strapperà quelle corde allora il silenzio sarà confusione. (Edoardo Montanari) Audio: Chopin e Paganini Voce: Edoardo Montanari (1996)

I Borgia

Ti ho cercata in una pinta di Tennent’s rossa, ma tu, non eri altro che il fumo che io avevo soffiato nel bicchiere, una Muratti amara, e le bollicine costanti di luppolo nella mia mente. Hic sunt leones, is, ea, id e il conto da pagare. Sono pindarico, misantropo, misogino, scostante, deficiente e svogliato. Neanche il cane mi si avvicina, ma so che mi ama. C’è qualcosa di Nichilista e Nobile nell’offrire da bere quando hai pochi soldi. (Edoardo Montanari)

Giocando a Scacchi

Un caffè vecchio e freddo Mi tiene comunque sveglio, più delle mie angosce o di questo orologio che continua a ticchettare impertinente e bigotto. <<Più latte?>> <<Si, grazie.>> ed il mio amplesso con questa sigaretta si farà sempre più violento e sempre più ovvio. Un cesto di frutta tropicale Ha l’odore del rosmarino non ancora Strappato. Pausa, ed ogni tuo respiro è amore Ed ogni mio, morte, nella continuità di una goccia che cade nel vuoto. Musica Underground. Birra. Sospiri. E le tue labbra con le mie, su questa sedia di noce rosso sangue, sono Entelechia Aristotelica. Questo fuoco è brace e prima ancora cenere Come l’ombra del fumo che si riflette sull’asfalto Vicino ad un lampione Impietrito Dallo sguardo di un Orfeo Urlante (Edoardo Montanari) Audio: Giocando a Scacchi  

Epitaffio di uno scoiattolo stanco

Due Camel sulla gobba del cammello erano l’unica cosa da tirare, Smoking Gold, Blue, Green. Nel Barlume di una telefonata a carico E di quelle poche monete, forse dobloni, chiedevo la nausea per vomitare nel letto sudato di un barbone errante. Il Televisore antropomorfo, chiuso in se stesso non parla o dice cose vane, più radicalschic di qualche scrittore che compra quello che disprezza. Ma IO SONO EDOARDO e questo vi basti perché l’egocentrismo è più costruttivo di qualche legge morale dettata dall’alcool o da una canna rollata malamente. Io lo sono e voi no. Non sono un pittore o un musicista non ancora almeno. Alea iacta Est. To Drive. Nel geoide post-glaciale le anime sono solo poche migliaia. I Golem di carne sono miliardi e vivono da caotici malvagi ma è dalla carne putrefatta che nascono le mosche anche quelle Bianche. (Edoardo Montanari) Audio: Epitaffio di Uno Scoiattolo S Voce: Edoardo Montanari (1996)