Foto protagonisti de I Guardiani della Galassia

Anteprima Umorale – I Guardiani della Galassia – Volume 2

I migliori titoli di testa mai visti

I cellulari erano dentro gli appositi sacchetti anti-pirateria, gli occhiali 3D inforcati, il bicchiere vuoto dei popcorn in mezzo ai piedi (per la cronaca, non erano i “miei” popcorn), quando le luci si sono spente lasciando spazio alle prime immagini di un film attesissimo, desiderato e sognato da quasi due anni. Cosa ne sarà di Groot? E Rocket? E Gamora?

I pochi peli che mi ritrovo sulle braccia erano in fermento e, se fossi stato un gatto, le vibrisse sarebbero impazzite dallo spasmo quando i titoli di testa hanno cominciato a scorrere. Sì perché non avevo mai visto dei titoli di testa così dinamici, creativi, divertenti e forse anche un tantino caotici da far girare la testa: meraviglia allo stato puro.

Poi, lentamente ma inesorabilmente la sabbia del tempo ricopre la mente (come cantava Frankie Hi-Nrg); minuto dopo minuto, inquadratura dopo inquadratura, il giramento di testa si è spostata in un’altra parte del corpo, pur senza raggiungere il massimo della rotazione, e sono arrivati i titoli di coda.

In Conclusione

Cosa dire de I Guardiani della Galassia Vol.2 se non che è un bellissimo film, pieno di effetti e ambientazioni che, sia per quantità che per la qualità, mi costringeranno ad una seconda visione?
Non al cinema, però.
Forse potrei farci un pensiero per la colonna sonora, gli effetti CGI da urlo e il 3D estremamente ben calibrato. Tanta tecnica e sapienza di lavoro, quindi, ma poca anima e le gag (alcune veramente carine) non riescono a recuperare l’enorme gap che si nota, eccome se si nota, sia sul fronte della storia, sia sul fronte delle dinamiche narrative che pur essendo giuste, hanno un ché di già visto.

Spiace dirlo, ma il film non arriva mai a quella godibilità, spensieratezza e tensione narrativa del primo. E’ un difetto? Certamente sì.
Almeno per me che tengo particolarmente alla storia, all’evoluzione dei personaggi, al loro confrontarsi con i drammi personali e le loro debolezze. Ecco, questo è il maggior difetto di questo secondo episodio: i personaggi (sia i guardiani che gli antagonisti) sono tutti statici, fermi, gigioneggianti con il loro passato come un albero che non muta al mutare delle stagioni, non frutta, non piega i rami al vento o ne spezza uno al sopraggiungere della tempesta. Se dovessi usare un termine da sottoporre all’Accademia della Crusca suggerirei: Plasticoso.