locandina innocence of memories

Anteprima Umorale – Innocence of Memories: Molto affascinante ma c’è un ma!

Innocence of Memories: la Recensione Umorale del documentario di Grant Gee con testi originali del Premio Nobel Orhan Pamuk, presentato in anteprima mondiale lunedì 7 settembre alle Giornate degli Autori a Venezia.

Ad Istanbul esiste un museo voluto fortemente da Orhan Pamuk, premio nobel per la letteratura nel 2006 che si intitola Innocence of Memories.
Il museo è una casa su più piani che raccoglie e custodisce, oltre agli oggetti che Panuk ha descritto, una storia d’amore atipica che travalica il tempo e, per certi versi, lo spazio: la storia, melodrammatica tra Kemal e Füsun.

Abbiamo quindi un Libro, un Museo ed un Film, tutti con lo stesso titolo, tutti che narrano la stessa storia che può essere ascoltata e toccata, letta come libro o vista come documentario. Questo documentario.

Grant Gee, il regista, usando una macchina da presa in continuo movimento percorre la città e le sue strade dove si è svolta la storia e dove l’autore/scrittore Orhan Pamuk compare in televisori/finestre come se, anche lui, percorrendo quelle strade, avesse lasciato un parte di sé.
Ma come era Istanbul ai tempi della nostra storia? Come era tra il 1974 ed il 1983 ? La risposta ci viene dalle foto di Ara Güler che hanno cristallizzato il passato di una città difficile da vivere e da capire (almeno dal punto di vista Occidentale).
La bellezza di questo film sta nella sua compiutezza e cura dell’immagine, nel suo saper coniugare il passato ed il presente in un singolo quadro e nel portare quest’idea di malinconia ed immobilità tipicamente orientale che unisce la dolce malinconia romantica tedesca all’immobilità del momento e del tempo. Molto affascinante ma c’è un ma.
Ma, tutto questo, non basta a rendere godibile un film che trova nei suoi minuti centrali un calo di interesse così evidente da spingere lo spettatore ad abbandonare la visione commettendo un madornale errore, anche se più che comprensibile.
In conclusione Innocence of memories benché bello, è un film di difficile fruizione e, a mio avviso, non completamente riuscito anche a causa della sua monotonia visiva: novanta minuti di continui carrelli, sono troppi anche per me.