Immagine Terminator Genisys

Anteprima Umorale – Terminator Genisys: La promessa di Arnold

La mancanza di James Cameron si sente; non troppo, non in modo plateale, ma si sente.

Gli storici spettatori di Terminator, quelli che hanno vissuto la tensione degli inseguimenti senza fine di una pellicola pienamente anni ’80 (sì, c’era ancora la pellicola); quegli stessi spettatori che, sette anni dopo, era il 1991, sono rimasti esterrefatti per gli effetti speciali dello spettacolare Il Giorno del Giudizio cercando poi di dimenticare, probabilmente con una sonora sbornia, il pessimo Le Macchine Ribelli; Quegli spettatori vedranno il film Genisys come un omaggio pieno di citazioni agli unici due film della serie girati da Cameron, lo archivieranno come film piacevole e, a tratti, divertente.

Terminator Genisys è un reboot osservato dal punto di vista di Kyle Reese (un pompato e pieno di cicatrici Jai Courtney) che, come da storia del 1984, si offre volontario per proteggere Sarah Connor (una convincente Emilia Clarke, la madre dei Draghi della serie Il Trono di Sapade).

Da questo punto in poi la storia diverge enormemente e lascia spazio a uno Schwarzenegger che si autocita e si diverte (anche se non è evidentissimo) a recitare nuovamente la parte che lo ha reso famoso, dopo Conan.

La trama, seppur con qualche buco, regge per le oltre due ore di esplosioni, inseguimenti e sparatorie che, va detto, non sono scontate e si lasciano guardare con partecipazione e interesse anche grazie alla CGI sfiziosa e ben fatta, anche per quanto riguarda lo storico T-800 e la scena dell’incontro di Arnold Vs Arnold che mette subito le cose in chiaro fin dal principio.

Un reboot niente male che si propone di affascinare sia i nuovi spettatori che i vecchi e che proprio per questa doppia missione si trova a non entusiasmare completamente nessuno dei due.

Vedibile e godibile come un film da dopocena che ammicca al passato.
Edoardo Montanari